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Piazza del Popolo - Enogastronomia - Ascoli Piceno

Pizza del Popolo

Splendido luogo simbolo della città di Ascoli, Piazza del Popolo si caratterizza per la presenza del bel colonnato della Loggia dei Mercanti, nato per ospitare le botteghe medievali, il Palazzo dei Capitani del Popolo e la chiesa di S. Francesco.
Il Palazzo dei Capitani (XIII secolo), residenza prima del Capitano del Popolo, poi del Podestà, quindi degli Anziani e infine dei Governatori Pontifici, racchiude una grande parte della storia della città. Il Palazzo assume il suo aspetto odierno nel '500, quando viene radicalmente ristrutturato in seguito ad un incendio (1535).

Piazza del Popolo Loggia dei Mercnti


La chiesa di S. Francesco è il risultato di un lungo processo costruttivo che inizia nel 1258 e termina con il 1549. Esempio imponente di stile gotico, la chiesa si caratterizza per lo stupendo portale principale realizzato in travertino dagli artigiani locali.
E infine, la Loggia dei Mercanti (XVI secolo), a fianco alla chiesa di S. Francesco, nata per volontà della potente Corporazione della Lana.
Nel 1907 si aggiunge, ad arricchire ulteriormente la bellissima piazza, un celebre luogo d'incontro per gli ascolani, il Caffè Meletti. Il palazzo in stile liberty accoglie infatti uno dei 150 caffè storici d'Italia, perfettamente in armonia con l'estetica della piazza con il suo portico ad arcate e le finestre ad arco al primo piano in stile rinascimentale. Stile liberty e atmosfera da caffè viennese anche all'interno, con i tavolini in marmo bianco di Carrara, i divanetti di velluto, i soffitti decorati, gli specchi e le colonnine.
Uno splendido caffè nato dall'idea e dalla volontà di un grande ascolano, Silvio Meletti, proprietario della fabbrica di liquori che produce ancora oggi la celebre anisetta, divenuta famosa in Italia e in Europa. Meletti vuole infatti offrire ai suoi concittadini un luogo di ritrovo elegante e sontuoso, al posto di quello che originariamente era prima la sede del Picchetto della Dogana e poi l'edificio delle Poste e Telegrafi. Dopo un attento restauro avvenuto nel 1998, nel sottoportico sono infatti riscoperti affreschi, di Giovanni Picca grande scenografo e decoratore teatrale italiano (1840-1910), che alludono alle funzioni postali dell'edificio.


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