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Per una più
corretta e consapevole visita ai mulini del Piceno, questo
è in breve il funzionamento di un antico mulino ad
acqua con macine in pietra:
il mulino si sviluppa solitamente su due
piani, nel seminterrato si trova la ruota; nella stanza sovrastante
le due macine.
Acquistando velocità tramite una
condotta inclinata, l'acqua è indirizzata sulle pale
lignee, colpendole e permettendo alla ruota (ritrecine) di
girare.
Il movimento è trasferito agli ingranaggi
e all'albero di trasmissione che comunica, tramite un'apertura
nel soffitto, con la stanza delle macine.
L'albero passa attraverso la macina inferiore
fissa per collegarsi a quella superiore mobile, facendola
ruotare.
La tramoggia, utensile in legno a forma
di imbuto, regola la caduta del cereale verso le macine mantenendola
costante: i cereali non devono mai mancare all'interno dell'occhio
della macina mobile, quindi sulle superfici delle pietre,
per non provocarne il surriscaldamento.
I cereali polverizzati defluiscono
ai lati delle macine sottoforma di farina che si raccoglie
in una madia di legno posta di fronte alle macine.
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