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A Santa Vittoria
in Matenano si incontra il celebre mulino di Ponte Maglio.
Il trecentesco mulino farfense (dai monaci di Farfa che avevano
nel paese il loro centro di riferimento nel Piceno) è
rimasto inglobato in un complesso originatosi per addizione
di varie parti edificate in epoche diverse; il fronte est,
dove è posto l'ingresso, mette però in risalto
la cellula originaria che conserva intatti il vano delle macine
e i canali del ritrecine.
Sopra il portone, un'iscrizione, in calcare
bianco bordata in cotto, reca a caratteri romani con grafia
gotica la data 1392. La struttura, a pianta rettangolare,
è realizzata prevalentemente in pietra arenaria.
Pur non presentando i caratteri strutturali
tipici dei mulini di queste valli, l'edificio costituisce
un'importante tappa nella storia dei mulini del territorio,
per epoca, stile e qualità costruttiva. Il vano delle
macine è un ampio rettangolo con volta a botte a sesto
acuto, le cui caratteristiche rimandano al vano delle macine
del Mulino di Sisto V. I due mulini, sicuramente coevi, mostrano
infatti somiglianze stilistiche e di realizzazione caratteristiche
della cultura costruttiva gotica.
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