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Il territorio
piceno, tradizionalmente vocato all'olivicoltura, si sta sempre
più muovendo in questo ambito verso la valorizzazione
del patrimonio genetico autoctono, con la riscoperta delle
antiche cultivar originarie del suo territorio, come la Carboncella,
caratteristica delle colline dell'ascolano; il Piantone di
Falerone, varietà diffusa nei territori fermani di
Falerone, Servigliano, Montegiorgio, Belmonte Piceno; il Sargano
di Fermo, anch'esso caratteristico del Fermano e soprattutto
delle sue zone litoranee; e naturalmente l'Ascolana tenera,
ineguagliabile oliva da mensa ma anche base per un olio molto
armonico e con leggero fruttato erbaceo.
Le cultivar più diffuse continuano
comunque per il momento ad essere il Frantoio e il Leccino,
varietà di olivo non autoctone, originarie della Toscana
e diffuse in tutte le Marche, così come in tutta Italia,
grazie alle ottime caratteristiche produttive e all'adattabilità
alle condizioni climatiche.
La produzione attuale dell'olio piceno
è quindi la risultante di una rinnovata attenzione
nei confronti della tipicità del patrimonio autoctono,
coniugata ad una grande cura in tutte le fasi colturali e
di trasformazione.
L'olio extravergine piceno di alta
qualità è generalmente caratterizzato da un
gusto fruttato e mediamente piccante soprattutto quando prodotto
nelle aree collinari interne che danno origine ad un olio
più caratterizzato nel gusto. L'olio prodotto dall'azienda
agricola dell'agriturismo Il Crinale è quindi l'evidenza
più chiara di un gusto tipico del territorio e di una
sua antica e tradizionale produzione.
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