- Sezione Approfondimenti - Gran Sasso e i Monti della Laga

Acquasanta Terme - Arquata del Tronto

Ricca di suggestivi scenari naturali fatti di cascate, boschi di castagneti secolari, che la caratterizzano particolarmente, Acquasanta è meta di passeggiate ed escursioni naturalistiche, anche alla ricerca dei suoi prelibati funghi porcini, oggetto del desiderio di esperti e appassionati.

Da non dimenticare le sue grotte: un paesaggio unico, nascosto e inaspettato nel territorio piceno, quello delle 17 grotte che costituiscono oggetto di itinerari guidati, come le discese nel Fosso di Pito, nella Grotta Fredda e nella Grotta Lunga, organizzate nei weekend primaverili dall'Associazione Speleologica Acquasantana (ASA), sezione C.A.I. Ascoli Piceno (tel. 0736 802628), oltre a corsi di introduzione alla speleologia.

Conosciuta già in epoca romana per le proprietà terapeutiche delle sue acque termali Acquasanta è un borgo molto caratteristico con struttura urbanistica tipicamente medievale. Interessanti le chiese di S. Giovanni Battista (origine romanico-gotica) e S. Maria Maddalena (XIV secolo; origine benedettina). Dalla vicina Paggese, dove nella Chiesa di S. Lorenzo (XIII secolo), si possono ammirare un bellissimo tabernacolo in travertino (XVI secolo) e un trittico di Pietro Alemanno (XV secolo), un bel sentiero conduce al borgo medievale di Castel di Luco, con l'originale castello a pianta circolare (XIV secolo), per poi continuare verso le frazioni di Arola e S. Gregorio.

Da Acquasanta si può inoltre raggiungere Umito, località dalla quale, attraverso un sentiero immerso nella faggeta si raggiungono le splendide cascate della Prata (m 900) e le cascate della Volpaia (m 1.180). Proseguendo, si giunge alla vetta più alta del versante ascolano dei Monti della Laga, la Macera della Morte (m 2.073). Poco prima della vetta è segnato il confine tra Lazio, Abruzzo e Marche. Nelle vicinanze, la Foresta di S. Gerbone, con l'omonima grotta naturale, è tra le più belle e estese dell'Appennino, ricca di faggi, abeti, pini, larici e agrifogli. Dalla frazione di Santa Maria si può raggiungere la Fortezza di Montecalvo (XI sec.) antica testimonianza e luogo strategico del banditismo ascolano.

E, ancora, l'abbazia farfense di S. Benedetto nella frazione Valledacqua; il Ponte d'Arli della metà del XVI sec. (frazione Ponte d'Arli); i bellissimi borghi intatti, scolpiti nel travertino e nell'arenaria, tra cui Tallacano, con i suoi stupendi portali in arenaria decorati, o la suggestiva Quintodecimo. Uno spettacolo naturale degno di nota è poi quello delle Gole del Garrafo, cavità naturali prodotte dall'erosione dell'acqua sulfurea.


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