- Sezione Approfondimenti - Ripatransone


La storia

Tra i più antichi centri del Piceno, il nucleo di Ripatransone è abitato sin dalla preistoria, dal Paleolitico inferiore, importante centro di insediamento della civiltà picena (IX - III secolo a.C.).

L'aspetto di vero e proprio centro urbano lo assume intorno all'anno 1000, quando Transone, riunisce i castelli di Monte Antico, Capodimonte, Roflano e Agello.

Dopo essere divenuto libero comune nel 1205, Ripatransone, grazie al suo particolare splendore, viene insignita nel 1571 da Papa Pio V del titolo di città e di diocesi. Il 1700 è caratterizzato da una vita culturale molto intensa a Ripatransone che, nel 1860, diviene autonoma rispetto al governo pontificio, tra le prima città della provincia.

Il centro storico

Una passeggiata nel centro storico di Ripatransone offre l'occasione per spaziare tra i diversi periodi storici che maggiormente l'hanno caratterizzata.

Il vicolo più stretto d'Italia Il vicolo più stretto d'Italia

Il Torrione e la Porta di Monte Antico (XV - XVI secolo), un altro torrione con merli ghibellini (sul Colle-Belvedere S. Nicolò, dove sorge anche la più antica chiesa della città con abside del IX secolo, portale del XV secolo, ristrutturata internamente nel XVI secolo),
la Porta S. Domenico e la Porta Cuprense (parte del Complesso delle Fonti, XV-XVI secolo, oggi sede di un suggestivo teatro all'aperto), e il Torrione "Donna Bianca", sono ciò che resta dell'antica cinta muraria.

Corso Vittorio Emanuele II caratterizza poi particolarmente il centro storico con i suoi palazzi e le sue chiese, come il palazzo dei Marchesi Bruti Liberati (XVII secolo) e la chiesa di Santa Maria della Valle; o anche Casa Tozzi-Condivi (XVIII secolo), Palazzo Cellini, in stile neogotico (XIX secolo) e Casa Fedeli (XVII secolo). Percorrendo il centro si incontrano anche Palazzo Massi Mauri (XVIII secolo), con il bel balcone in ferro battuto; Casa Teodori, con il suo portico ogivale e terrecotte del 1400; e Casa Bruni (sec. XV-XVI), dimora di Ascanio Condivi, primo biografo di Michelangelo, con loggetta e finestre a croce guelfa. E ancora Palazzo Lupidi-Boccabianca (XVII-XVIII secolo), Casa Benignati (XV secolo), Palazzo Bonomi-Gera (XVII secolo), sede della Galleria d'Arte Moderna, Pinacoteca e Gipsoteca; Palazzo Vegeti (XVI - XVII secolo) con il suo pregevole portale; e naturalmente il Palazzo Municipale (molto poco rimane dell'originario edificio del XIII secolo) e quello del Podestà, uno degli edifici medievali (1304; modifiche e restauri effettuati nel '500, '700 e '900) più interessanti delle Marche, in stile romanico-gotico, con la torre civica e il campanone civico del 1702. Il primo piano è trasformato in Teatro Comunale a partire dal 1790 e, inizialmente denominato Teatro Del Leone, dal 1894 è intitolato a Luigi Mercantini, letterato e patriota risorgimentale ripano.

La Cattedrale si offre poi in tutta la sua bellezza in piazza Condivi: costruita tra il 1597 e il 1623, presenta la facciata attuale realizzata nel 1842 e il campanile costruito tra il 1884 e il 1902. Al suo interno spiccano il pulpito ligneo del 1600, l'altare in marmo del presbiterio, i dipinti raffiguranti S. Gregorio Magno (XVII secolo) e la Natività (XVIII secolo); il bel coro ligneo del 1620, e l'organo del 1783; il crocifisso ligneo policromo donato, secondo tradizione, da Papa Pio V; l'altare in legno (XVII secolo), le pale d'altare (XVI-XVII secolo) e le tele di fine 1500, inizio 1600.

Dalla Cattedrale si accede al Santuario della Madonna di S. Giovanni (metà del XIX secolo), patrona della città. Al suo interno, un'edicola di fine '800 custodisce il miracoloso simulacro del 1600. Da visitare anche la Cripta della Cattedrale (usciti dal Santuario a destra), con la tomba dei quattro vescovi di Ripatransone; la Chiesa di S. Agostino, oggi sconsacrata, con il bel campanile con elementi gotici. E ancora tantissime chiese: la Chiesa di S. Rocco (XVI secolo), di S. Chiara (XVIII secolo) con il più prezioso altare della città, ricoperto di tessere in marmo; la Chiesa di S. Maria Annunziata d'Agello con il suo portale in arenaria (XV secolo). La Chiesa di S. Filippo (XVII-XVIII secolo), ricca di altari dorati, stucchi e opere di '600 e '700; la Chiesa di S. Michele Arcangelo (XIII-XIV secolo) con il portale romanico-gotico, il campanile del '500 e, all'interno, la Via Crucis di Pericle Fazzini, e un affresco del 1400; e la Chiesa di S. Pastore, del 1245, ristrutturata completamente nel 1700, e con affreschi del '300.

Alcune curiosità e chicche storico-artistiche: tra gli innumerevoli vicoli e viuzze che caratterizzano il suo centro storico, Ripatransone ne propone uno veramente da primato, il Vicolo più stretto d'Italia, solo 43 centimetri; e al n. 17 di via Garibaldi si può ammirare il Complesso dei Grifoni, una casa rivestita di terrecotte decorate del '400.

Enogastronomia e tradizione

Le sue tipicità enogastronomiche, oltre a poter essere gustate tutto l'anno negli ottimi ristoranti del centro storico e del circondario, e nell'enoteca comunale "La Bottega del Vino" (centro informativo e di accoglienza turistica per visite guidate e degustazioni presso le aziende del territorio comunale) sotto i portici dell'antico Palazzo degli Anziani, sono protagoniste di manifestazioni, ormai appuntamenti classici e irrinunciabili.

In primo piano il vino a "Rosso di Sera" (domeniche di luglio e agosto) e a "Le vie di Bacco", appuntamento a novembre con il vino novello; le castagne sono invece le protagoniste della castagnata di fine ottobre, con caldarroste e ogni specialità dolce a base di farina e crema di castagne; immancabili le sagre estive con tipicità enogastronomiche di tutti i tipi.

Da non perdere anche gli eventi di grande tradizione, come il celebre "Cavallo di Fuoco", l'ottava di Pasqua.


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