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Celebre il suo "Brodetto alla Sambenedettese",
originale e stuzzicante nell'uso di ingredienti particolari,
come l'aceto, il peperone e il pomodoro verde; o in piatti
più raffinati, fusion di materie prime autoctone e
influenze contemporanee. Zona di vini DOC, il territorio circostante
offre sulle tavole il Falerio dei Colli Ascolani, il Rosso
Piceno e Rosso Piceno Superiore.
S. Benedetto è inoltre dotata di
strutture per lo sport e il tempo libero: Club nautico, campi
da tennis, Palazzetto dello sport, complesso per hockey e
pattinaggio, bocciodromo, piscine e piste d'atletica. E per
la cultura e lo svago: cinema multisala, teatro, d'estate
concerti, rappresentazioni teatrali e cinema all'aperto.
Il porto di S. Benedetto del Tronto offre anche la possibilità
di usufruire di barche da turismo per gite in mare
vicino alla costa, durante le quali viene offerta una gustosa
colazione, o merenda, e c'è la possibilità di
godersi bagni rinfrescanti in mare aperto.
Un modo suggestivo per apprezzare il mare e le belle località
turistiche che vi si affacciano e per passare piacevoli ore
in compagnia.
Le splendide colline, a pochi chilometri
dalle sue spiagge, danno poi la possibilità di alternare
alla rilassante vita in spiaggia, interessanti gite fuori
porta, all'insegna della storia, della cultura e del fascino
di borghi storici, conservati in una suggestiva atmosfera
medievale. Da non perdere, Acquaviva Picena, Monteprandone,
Offida e Ripatransone.
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| Spiaggia di
San Benedetto del Tronto |
Faro di San
Benedetto del Tronto |
La Storia
La storia della fondazione di S. Benedetto
è legata secondo la tradizione al Martire Benedetto,
soldato romano che viveva a Cupra, città romana a circa
quattro miglia a nord dall'attuale S. Benedetto, al tempo
dell'imperatore Diocleziano. Ritrovamenti archeologici testimoniano
allo stesso modo le molto probabili origini romane della città,
legate all'antica città di Alba Picena, sulla sponda
destra dell'Albula, torrente che attraversa S. Benedetto.
È del 998 il primo documento in cui il nome del borgo
viene menzionato.
Nel 1211 il territorio di S. Benedetto,
dal fiume Tronto al Potenza, cade sotto il controllo della
città di Fermo; mentre nel 1245 Ascoli ottiene un tratto
di costa del sambenedettese tra il Ragnola e il Tronto per
costruirvi un porto fortificato (l'attuale Porto d'Ascoli,
zona sud della città). Inizia in questi anni una lunga
serie di lotte e disordini tra Ascoli e Fermo, che coinvolgono
anche il sambenedettese. A sconvolgere ulteriormente la città,
anche un'epidemia di peste nel 1478. S. Benedetto, quasi disabitata,
sarà ripopolata dai profughi romagnoli e dell'alta
Marca.
La storia della città é successivamente
segnata da incursioni di turchi che caratterizzano la storia
del paese dal '500 fino all' '800.
A partire dal 1650 il nucleo urbano si espande oltre le mura,
e nel 1754 nascono i primi sobborghi marinari, Sant'Antonio
e la Marina. La città è liberata dal dominio
della Chiesa nel 1860. Risale al 1896 il Regio Decreto che
concede a San Benedetto l'attributo "del Tronto";
nel 1936 la frazione di Porto d'Ascoli é poi ricongiunta
al suo territorio.
Il riconoscimento della vocazione turistica
di San Benedetto si può far risalire alla fine del
1800, con la nascita delle prime strutture alberghiere e il
primo stabilimento balneare. Nel 1931, seguendo l'impulso
dello sviluppo turistico, si dà il via ad importanti
lavori di sistemazione tra cui anche la realizzazione della
bella Rotonda e del lungomare.
A completare l'ambizioso e fortunato
progetto, la realizzazione di un luogo di ritrovo, la Palazzina
Azzurra, ancora oggi simbolo del turismo locale, dapprima
sede dell'Azienda di soggiorno, poi dancing tra i più
rinomati della costa adriatica. Oggi, dopo un attento restauro
che ne ha recuperato forme e colori originari, la Palazzina
Azzurra è sede di mostre fotografiche e d'arte contemporanea,
e di un parco pubblico ricco di piante e fiori che d'estate
ospita piacevoli concerti di jazz e classica, e interessanti
incontri con autori letterari di livello nazionale.
Arte e Cultura
Nel centro storico della città, il "Paese Alto",
sono custodite le testimonianze del passato antico di una
cittadina di mare che appare tanto moderna: le mura del Castello
e il "Torrione", monumento simbolo, antica postazione
di comando del XII - XIII secolo.
La chiesa pievana di San Benedetto Martire,
originaria dell'XI secolo (delle origini rimane solo la parete
est), viene ricostruita e ampliata tra il 1775 e il 1778.
L'altare dedicato al Santo Patrono, che ne custodisce le reliquie
oltre ad una preziosa Pala del XVII secolo raffigurante S.
Benedetto, San Giuseppe e San Filippo Neri, è del 1785
ma viene ricostruito e decorato nel corso del XIX secolo.
Le decorazioni dell'abside sono il risultato di un recente
restauro che ha riportato alla luce affreschi del 1886. Nella
chiesa è conservata anche una pala del 1707 del pittore
fermano Ubaldo Ricci, relativa all'ultima cena, una pala della
Madonna del Rosario di anonimo del XVI secolo e un'altra della
Madonna del Carmelo, sempre di anonimo, del XVIII secolo.
Sempre al Paese Alto, merita una visita,
particolarmente nel periodo estivo, perché sede di
mostre d'arte contemporanea, il restaurato e grazioso Palazzo
Piacentini, antica casa dell'amata poetessa sambenedettese
Bice Piacentini.
L'arte contemporanea è attualmente
un nuovo segno distintivo di S. Benedetto: il cuore della
cittadina più moderna, Viale Secondo Moretti, rinnovato
negli ultimi anni, è infatti stato dedicato alla realizzazione
di una piacevole esposizione all'aperto d'arte contemporanea,
con la presenza di fontane e sculture realizzate da grandi
artisti dei nostri tempi, Ugo Nespolo, Mark Kostabi, Enrico
Baj, Paolo Consorti e Salvo. Da non dimenticare, le opere
dedicate ai temi della tradizione legati al mare e alla pesca,
realizzate da importanti artisti locali, come l'offidano Aldo
Sergiacomi e Mario Lupo.
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